Primanni: Le banche italiane devono puntare sul wealth management.

Crescono le banche che sanno trasformarsi in wealth management company, facendosi carico del benessere finanziario dei clienti, interessandosi a 360 gradi del loro patrimonio.

Qual è  lo stato di salute delle principali banche italiane? E quali sono i servizi con il maggior potenziale di crescita, su cui puntare per i prossimi anni? Abbiamo girato la domanda a Maurizio Primanni,  CEO di Excellence Consulting, tra le principalli società di consulenza del settore.

Lo studio di Excellence Consulting

Excellence Consulting, società di consulenza del settore bancario, ha esaminato i piani 2015-2019 di Unicredit e di Ubi, 2016-2019 di Banco Bpm e quello 2014-2017 di Intesa Sanpaolo. Secondo lo studio sono le 2 banche maggiori a perseguire gli obiettivi più ambiziosi di crescita dei ricavi e degli utili: Unicredit mira ad ottenere nel 2019 per ciascun sportello circa 7,6 milioni di proventi e 1,6 milioni di utili, mentre Intesa Sanpaolo già a fine 2017 prevede di ottenere proventi per sportello pari a 5,8 milioni e utili per sportello intorno ad 1,36 milioni di euro.

L’analisi dei piani industriali delle principali banche italiane dimostra che l’obiettivo ricercato di crescita della redditività è in generale rilevante, tuttavia permangono delle significative differenze tra le banche nella capacità di generare ricavi:

  • tutte le banche analizzate puntano ugualmente al taglio dei costi per recuperare redditività, in particolare attraverso una profonda razionalizzazione della rete degli sportelli entro il 2019 (-944 filiali per Unicredit, i cui sportelli in Europa occidentale passeranno da 3.809 a 2.865; -279 filiali per Ubi, i cui sportelli in Italia passeranno da 1.529 a 1.250; – 355 filiali per Banco Bpm, i cui sportelli in Italia passeranno da 2.417 a 2.082; -2.086 filiali per Intesa San Paolo, i cui sportelli in Italia passeranno da 5.386 a 3.300).
  • banche come Intesa Sanpaolo hanno scelto di proporsi come partner dei clienti per il perseguimento della loro salute finanziaria, sia per quanto attiene alla gestione della loro ricchezza mobiliare e immobiliare, sia per il raggiungimento dei loro obiettivi di vita tramite un’efficiente gestione dei risparmi. Una particolare attenzione e “cura del cliente”, che sembra aprire una via verso la tanto agognata capacità di generare “nuovi” ricavi.

Il futuro è per chi saprà diventare una wealth management company

Secondo Maurizio Primanni, CEO di Excellence Consulting: “Questi dati dimostrano che crescono le banche che sanno trasformarsi in wealth management company, facendosi carico del benessere finanziario dei clienti, interessandosi a 360 gradi del loro patrimonio e dei loro asset, sia per quanto riguarda la sfera personale e familiare che relativamente alla sfera professionale e imprenditoriale”.

wealth management
Maurizio Primanni, CEO Excellence Consulting

“I risultati di Intesa San Paolo e Unicredit, risentono del positivo contributo dato dalle loro reti di consulenti finanziari (esempio Fideuram e Fineco), e dalle loro società di Asset Management e Bancassurance (esempio Eurizon Capital e Intesa Sanpaolo Vita). Questo a riprova del fatto che ad essere premiate sono le banche che recuperano risorse su business diventati meno produttivi per dirottarle su altri con potenziale di crescita. In questo senso, le scelte di vendita di reti di consulenti o di fabbriche prodotto (asset management o assicurative), pur se indispensabili talvolta per recuperare risorse finanziarie nel breve termine, potrebbero rivelarsi per alcune banche dei limiti allo sviluppo di adeguate strategie di crescita nel medio termine”.

Potrebbe interessarti anche:

Lasciaci un tuo commento

Please enter your comment!
Please enter your name here