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Quali sono le tipologie di nuovo prodotto?

Come si può configurare il lancio di un “nuovo prodotto”?

Nella pubblicazione “Fondamenti di Marketing” che ho redatto insieme allo staff di PDFOR Consulenza Direzionale è evidenziato che il termine «nuovi prodotti» può essere fuorviante. Alcuni nuovi prodotti possono essere totalmente nuovi sia per l’azienda sia per il mercato, mentre altri possono essere solo il risultato di piccoli adattamenti che non hanno un impatto reale su un mercato, se non quello di introdurre una nuova caratteristica interessante.

In letteratura ci sono due classificazioni principali:

  1. Choffray e Dorey (1988) identificano tre categorie di prodotti nuovi
    ➡ i 𝗽𝗿𝗼𝗱𝗼𝘁𝘁𝗶 𝗼𝗿𝗶𝗴𝗶𝗻𝗮𝗹𝗶 (𝗯𝗿𝗲𝗮𝗸𝘁𝗵𝗿𝗼𝘂𝗴𝗵) creano una domanda ed u
  2. n’offerta nuove, dando luogo a nuovi mercati perchè basati su caratteristiche completamente nuove.
    ➡ i 𝗽𝗿𝗼𝗱𝗼𝘁𝘁𝗶 𝗿𝗶𝗳𝗼𝗿𝗺𝘂𝗹𝗮𝘁𝗶 (𝗻𝗲𝘄 𝗶𝗺𝗽𝗿𝗼𝘃𝗲𝗱) sono prodotti modificati o revisionati, nell’intento di migliorare la performance (reale ma anche percepita) attraverso interventi sulle caratteristiche fisiche (un nuovo packaging, il contenuto da liquido in polvere, ecc…)
    ➡ i 𝗽𝗿𝗼𝗱𝗼𝘁𝘁𝗶 𝗿𝗶𝗽𝗼𝘀𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝘁𝗶 si è modificato il modo in cui l’utilizzatore li percepisce e valuta il prodotto che può essere destinato anche a nuovi segmenti determinando un’estensione del mercato.
  3. Un’interpretazione più ampia del fenomeno in oggetto è stata realizzata da Booz, Allen e Hamilton (1982) che hanno identificato sei categorie di nuovi prodotti in relazione al grado (Alto, Medio, Basso) di novità per l’impresa e per il mercato che essi presentano
    ➡ 𝗲𝘀𝗽𝗮𝗻𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗺𝗲𝗿𝗰𝗮𝘁𝗼 – (BB) Riduzione di costo – (BM) Riposizionamento
    ➡ 𝗲𝘀𝘁𝗲𝗻𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗴𝗮𝗺𝗺𝗮  – (MB) Miglioramento prodotti esistenti (MM) -Aggiunta ad una linea esistente di prodotti)
    ➡ 𝘀𝗰𝗲𝗹𝘁𝗲 𝗱𝗶 𝗱𝗶𝘃𝗲𝗿𝘀𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 – (AB) Nuova linea di prodotti per l’azienda – (AA) Nuovo per tutti

Dall’uscita di Biancaneve e i sette nani nel 1937, i Walt Disney Animation Studios sono diventati uno dei punti di riferimento dell’industria dell’intrattenimento. Oggi la compagnia ha a disposizione le migliori tecnologie, ingenti fondi cui attingere e un gran numero di dipendenti che si occupano di animare “la materia di cui sono fatti i sogni”. In passato a fronte di costi ingenti e tempi di realizzazione dilatati, i budget rimanevano limitati. L’industria del cinema richiedeva tempi serrati, e il team creativo doveva in qualche modo sopperire al problema per non sforare le scadenze stabilite senza eccedere (troppo) le spese preventivate. Quindi “amavano” riprendere sequenze già utilizzate per riproporle in una nuova “veste grafica”… d’altronde se la base del lavoro era ottima perchè non riformularlo su un “nuovo mercato” 😉

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