Cultura d'Impresa

Revolut: valutazione quasi dimezzata

La banca d’investimento Schroders ha tagliato di quasi la metà la valutazione della sua partecipazione in Revolut, dopo che la società è stata criticata per aver minimizzato gli alert dei revisori dei conti sulla sua dichiarazione dei redditi.

Fondata nel 1804 e con sede a Londra, Schroders gestisce quasi 1 trilione di dollari e investimenti nei mercati pubblici e privati.

Schroders Capital Global Innovation Trust ha svalutato il suo investimento nella (neo) banca di circa il 46%. Schroders investì in Revolut nel 2021 con un round di serie E che arrivò a 800 milioni di dollari.

Il Trust ha affermato che il valore della sua partecipazione al 31 dicembre 2022 era di 5,4 milioni di sterline, rispetto ai 10,1 milioni di sterline del 31 dicembre 2021.
Ciò implica una riduzione simile della valutazione della neobank, o challenger bank o fintech da 33 miliardi di dollari a 17,7 miliardi di dollari (vedi immagine).

Come Stripe, Klarna e Checkout.com, anche Revolut fa quindi una bella dieta dimagrante.

Nonostante tutto, con oltre 28 milioni di clienti in tutto il mondo, Revolut supera di gran lunga Monzo (7 milioni) e Starling (3,5 milioni), che sono i maggiori concorrenti di Revolut in UK, il suo mercato interno.
Nota però che Revolut in UK non ha una licenza bancaria mentre sia Monzo che Starling ce l’hanno.

Insomma, come già ricordato mille altre volte, scendere nell’arena bancaria non è facile. Ci vogliono le spalle grosse per fronteggiare gli incumbent ma soprattutto per far fronte a tutti gli obblighi normativi a cui, alcuni, fanno spesso orecchie da mercante (tanto poi tutto s’aggiusta! Eh, come no…)

Le valutazioni stellari (irreali o surreali) spesso poi si scontrano con i bilanci, con i ricavi, con gli utili attesi. Alla fine anche le fintech devono fare margine.

La lotta continua.

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Tag: revolut

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