Apri una chat, scrivi due righe su cosa ti serve, e in trenta secondi hai già una risposta: il modello consigliato, due o tre alternative, il motivo per cui una batte le altre. Nessuna scheda comparativa aperta a fianco. Nessuna recensione letta fino in fondo. Nessun foglio con pro e contro scritti a mano, come si faceva fino a poco tempo fa.
Non è pigrizia. È qualcosa di più strutturale, e sta succedendo su una scala molto più ampia di quanto sembri.
Anche in Italia il fenomeno si vede già chiaramente: circa un quinto della popolazione dichiara di ricorrere all’intelligenza artificiale come bussola per le proprie decisioni d’acquisto, secondo una rilevazione recente di BitMat. Negli Stati Uniti il fenomeno è già maturo: stando a quanto riporta Adobe Analytics oltre quattro consumatori su dieci hanno fatto ricorso all’AI generativa per acquisti online nel solo mese di giugno, con uno scontrino medio più alto di circa il 41% rispetto ai canali di sempre. Non a caso Walmart ha portato una propria esperienza direttamente dentro ChatGPT, mentre Etsy osserva utenti che scoprono un prodotto in una conversazione con l’AI e tornano poi sul sito solo per finalizzare l’acquisto: la parte difficile, quella della scelta, è già stata fatta altrove.
Uno studio di SEMrush, ripreso da ALM Corp, è ancora più specifico: il 30% di chi si affida a strumenti di AI lo fa in modo mirato per mettere a confronto alternative diverse, prima ancora di decidere cosa comprare. Parliamo di un’operazione che per anni è appartenuta quasi esclusivamente ai siti di comparazione e alle recensioni. OpenAI lo racconta con parole molto simili: sempre più persone useranno la chat proprio per “confrontare le opzioni e capire cosa acquistare”. Non serve più aprire dieci schede. Basta chiederlo.
Lo psicologo ed economista Daniel Kahneman ha reso popolare una distinzione che oggi torna utile più che mai: il Sistema 1, rapido, intuitivo, emotivo (quello che decide “mi piace” o “non mi convince” in una frazione di secondo) e il Sistema 2, lento, faticoso, analitico (quello che davvero confronta specifiche, pesa alternative, verifica coerenza).
Storicamente comprare qualcosa di non banale significava attivare il Sistema 2: leggere, confrontare, dubitare, tornare indietro, ricontrollare. Un lavoro faticoso, ma nostro, umano.
Quello che sta succedendo ora è che questo lavoro, il ragionamento che precede l’acquisto viene sempre più spesso delegato. All’uomo resta il Sistema 1: la risposta arriva già confrontata, già pesata, e l’unica cosa che facciamo davvero è una verifica emotiva rapida. Mi convince? Mi fido? Procedo.
Come ogni idea che sviluppo in questa serie, anche questa aveva bisogno di una firma concettuale: nome preciso, confini netti e relazioni esplicite con le altre. Perché un’intuizione senza questi tre elementi resta vaga, difficile da riconoscere anche da chi l’ha avuta.
La tendenza per cui il ragionamento analitico e comparativo che precede una decisione economica viene sistematicamente delegato a un sistema di intelligenza artificiale, lasciando all’uomo solo la fase finale di validazione rapida ed emotiva, io la chiamo: “Collasso del Sistema 2”. E’ il momento in cui prima pesavamo noi ad identificare i pro e i contro, ed ora lo fa qualcun altro al posto nostro.
È il presupposto silenzioso di quasi tutto ciò che racconterò in questa serie di articoli (ne ho fissato la cornice più ampia in Economia Artificiale: definizione, significato, impatti), quando parlo di delega di agency economica. Qui ne racconto la versione quotidiana, quella che ognuno di noi vive ogni volta che chiede a una chat “quale conviene?” invece di deciderlo da sé.
Se il Sistema 2 lavora altrove, cosa resta davvero all’uomo? Non niente: resta il potere di dire no. Anche quando l’agente ha già confrontato tutto e ha già una preferenza razionale, il consumatore biologico può comunque ribaltare la scelta per un motivo che non ha nulla di analitico: un legame, un’appartenenza, un’emozione che nessun confronto tecnico riesce a spiegare. È un potere che sta diventando sempre più raro e sempre più prezioso, e gli dedicherò per intero uno dei prossimi articoli di questa serie.
Prima, però, c’è una domanda più urgente: se il confronto lo fa la macchina per conto del cliente, come deve presentarsi un’azienda perché quella macchina la scelga? È la domanda a cui risponde il prossimo articolo, dedicato al B2A, il momento in cui il tuo interlocutore commerciale smette di essere solo una persona.
La prossima volta che stai per comprare qualcosa di importante, prova a fare caso a un dettaglio semplice: chi ha davvero confrontato le opzioni per te? Tu, o un’AI?
Se la risposta ti sorprende, non sei un caso isolato. Sei semplicemente dentro al collasso.
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