Ti diranno che basta poco: scrivi di quello che ti appassiona!
Ti diranno che non ci devi perdere troppo tempo: altrimenti chi te lo fa fare?
Ti diranno che funzionano alcuni schemi: replicali costantemente e non pensarci più.
Ti diranno di taggare un po’ della tua rete: così porti traffico al post.
Ti diranno che l’importante è scrivere, sempre e comunque…
Ti diranno di fare economia: ri-pubblica i post che hai scritto in passato.
Ti diranno di provocare: è un ottimo modo per generare conversazione sotto il tuo post.
Ti diranno di mettere il titolo, di non metterlo, di mettere il link nel primo commento, di aggiungere un carosello, di evitare i caroselli, di fare un sondaggio, di rispondere ai sondaggi altrui, di mettere dei video, di formattare, di farli lunghi, di farli corti, di farli storti…
Non c’è niente di giusto o sbagliato in questi consigli salvo che ogni persona che scrive funziona in modo differente e ogni persona deve trovare il proprio modo per risultare autentica e credibile.
Sperimentando con un minimo di strategia e consapevolezza.
Personal branding
Nell’ultima nota vocale Telegram trovi quello che ha funzionato per me, nella creazione di contenuti su LinkedIn a supporto del #personalbranding.
Ad esempio partire dalle domande che ti fa chi sa che lavoro fai, ogni domanda è un contenuto; oppure quelli che chiamo i “post trampolino”, o ancora tutti quei suggerimenti pratici che puoi regalare a chi ti legge, rispetto alla tua area di competenza.
Trovare contenuti non è la cosa più difficile, basta imparare a guardare e ascoltare la realtà e come risuona in te. Più complesso è trasformare quegli stimoli in un contenuto di valore e che genera conversazione (perché ricordati che un post funziona quando le persone si fermano sotto a conversare). Questa è una competenza che sviluppi solo scrivendo, e leggendo.
Se vuoi approfondire trovi la nota sul mio canale Telegram, escono ogni lunedì.