Alcune considerazioni sullo scenario retail a seguito dell’annuncio dell’acquisizione di Auchan e Sma da parte di Conad.

Conad, a completamento dell’operazione di acquisizione del gruppo Auchan, sarà il primo operatore italiano del retail. Sinceramente in questo momento storico secondo me la leadership di quota di mercato conta molto poco o almeno molto meno che in passato, provo a spiegarmi.

Fino a qualche anno orsono, essere i primi era molto importante, era indispensabile fare massa critica e spuntare migliori condizioni d’acquisto dai grandi fornitori nazionali o dalle multinazionali che tra l’altro sembra siano stati già belli spremuti per aiutare questa operazione di acquisizione. Attualmente le dinamiche di acquisto nel retail sono un pochino più complesse che in passato. Le scelte dei consumatori che ricercano sempre di più prodotto italiano, tradizionale e locale hanno fatto si che molte aziende fornitrici della Gdo siano medie e piccole. Oltretutto molte di queste realtà hanno rapporti con una parte della catena e non con il complesso dell’insegna. Inoltre il prodotto a marchio dell’insegna ha raggiunto, in alcuni casi, percentuali anche superiori al 30% del fatturato erodendo la quota di mercato dei prodotti di marca.

Molto spesso i produttori del prodotto a marchio sono aziende medie e piccole quasi mai le grandi aziende.  Pertanto essere i primi non ha più lo stesso valore che in passato. Coop ad esempio è da anni che sta trasformando il ruolo del Consorzio nazionale Coop Italia, passato nel tempo da centrale d’acquisti a centrale di servizi (prodotto a marchio, comunicazione d’insegna, ecc.). Oramai non esistono più le centrali d’acquisto che caratterizzarono il mondo del retail italiano tra la fine degli anni ’90 e l’inizio del nuovo millennio. In quegli anni si unirono catene anche importanti con l’unico scopo di spuntare migliori condizioni d’acquisto alle marche ed alle multinazionali (anche coop e conad, per un breve periodo ne costituirono una).

Conad compra Auchan
Conad compra Auchan

L’operazione Conad-Auchan ha sicuramente un grande valore aggiunto per le cooperative di dettaglianti che in questo modo presidieranno maggiormente il mercato italiano attraverso una presenza territoriale diffusa. Sicuramente si avranno benefici anche per la produzione agroalimentare nazionale nonostante Auchan, già da tempo presentava assortimenti con molti prodotti italiani per venire incontro ai gusti dei consumatori del nostro paese.

L’acquisizione di Auchan-Sma sarà per Conad anche un banco di prova importante dal punto di vista delle relazioni e dell’impatto sociale. Assumere 20.000 dipendenti che in Auchan vedevano il rispetto dei contratti di lavoro nazionali è una bella sfida per il Conad che di fatto non gestisce direttamente come insegna personale di rete, attività demandata ai singoli dettaglianti proprietari dei punti vendita. Il confronto con le istituzioni, con il territorio, con le organizzazioni sindacali sempre molto attente al rispetto dei contratti per gli associati, molto meno per i restanti lavoratori del commercio, sarà una bella sfida che permetterà a Conad di andare veramente oltre le cose e verso le persone.

Conad con questa operazione potrebbe dare un grande aiuto a risolvere in parte la crisi del settore che vede diversi gruppi come Auhan Sma in difficoltà mentre altri come Conad, appunto, sembrano meglio attrezzati, in questo momento, ad affrontare il mercato e la gestione dei format di successo.

Pertanto, secondo il mio parere in futuro non conterà poi così tanto essere primi per quote di mercato, in fondo i migliori retailer italiani (Esselunga, Unicoop Firenze, Unes) non sono mai stati primi. Conterà invece essere aziende sane, in grado di gestire al meglio i format di successo e soprattutto soddisfare i bisogni dei cittadini-clienti. Oggi con l’incremento della sensibilità delle persone ai temi sociali come la sostenibilità ambientale, la sicurezza alimentare, l’attenzione alla provenienza dei prodotti, la leadership nel settore del retail in Italia si conquisterà attraverso l’attivazione di percorsi virtuosi che vanno dalla bontà dei prodotti, alla bontà delle azioni fino al rispetto delle persone e del pianeta. Quindi è ben poca cosa essere primi in quote di mercato attraverso una acquisizione se non si è primi nell’intercettare i bisogni delle persone che fortunatamente in una società apparentemente individualista guardano anche al futuro di loro stessi e del pianeta.


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Massimo Pelosi
Dirigente Coop da oltre venti, ha ricoperto diversi incarichi gestionali all’interno di cooperative e di rappresentanza in strutture del movimento. Attualmente si occupa di rapporti istituzionali e territoriali per le cooperative tra consumatori operanti nella Regione Lazio. Membro della direzione nazionale della lega delle cooperative e della presidenza regionale di legacoop. Responsabile del coordinamento del territorio Lazio Nord di Legacoop Lazio (Viterbo, Rieti, Civitavecchia) In passato naturalista e ambientalista professionista: guardiaparco, direttore di riserva naturale, ricercatore Vive nel proprio paese di origine che ama ed in cui svolgo le "funzioni" di padre di un ragazzo di 16 anni Politica ed impegno civico sono state compagne di viaggio in diverse stagioni della sua vita.