Nei giorni scorsi si è svolto a Firenze il 13° congresso di Legacoop Toscana. Spesso i nostri appuntamenti sono stanchi rituali rivolti più al passato che al futuro ma non è stato così per i cooperatori toscani.

Intanto alcuni numeri di questa organizzazione e delle cooperative associate (dati 2017):

  • 911 cooperative aderenti;
  • 1.700.000 soci
  • 8,5 miliardi annui di fatturato
  • 45.000 dipendenti di cui 58% donne.

Una comunità di piccole, medie e grandi cooperative a dimostrazione che la cooperazione è capace di svilupparsi in forme differenti.

Al congresso poi si incontrano anche tanti giovani ragazzi, poco più che ventenni, entusiasti di appartenere a questa comunità e che scientemente hanno scelto di costituire una cooperativa anziché un altro tipo di società. Sono i vincitori di un concorso per start up cooperative che Legacoop ha istituito insieme a Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze. E allora si scoprono idee straordinarie che a breve saranno cooperative:

  • Un’app per soccorrere i ciclisti in difficoltà;
  • Un allevamento sostenibile di lumache e lombrichi;
  • Una cooperativa di Comunità della val d’Orcia per gestire i servizi in un’area marginale

Ci si accorge che la cooperazione qui è tenuta in grande considerazione quando viene a portare un saluto il Sindaco di Firenze Dario Nardella. Il suo intervento è un invito alla cooperazione Toscana ad osare di più perché ritiene sia la parte migliore della città.

A seguire nel dibattito interviene Daniela Mori, Presidente di Unicoop Firenze, la cooperativa più grande e non a caso a guida femminile. Con il suo intervento alimenta il dibattito su quali siano le migliori dimensioni per una cooperativa che Daniela Mori considera superfluo perchè una cooperativa deve soddisfare i bisogni e le esigenze dei soci indipendentemente dalle sue dimensioni. È dalle sue parole che si comprende la coerenza di Unicoop Firenze che da grande cooperativa è da decenni leader di convenienza e di qualità e volano dello sviluppo delle filiere toscane dell’agroalimentare di qualità.

Il congresso procede verso la conclusione quando il Presidente Negrini annuncia che alle cooperative che operano con i migranti Legacoop Toscana tende una mano in un momento di grande difficoltà a seguito dei provvedimenti governativi. Sarà Legacoop a mettere a disposizione corsi di italiano per gli stranieri ospitati dalle nostre cooperative, perché per noi l’accoglienza non è un businness ma innanzitutto inclusione e integrazione e quindi l’organizzazione prova a supplire a mancanze del pubblico. Insomma in Toscana Legacoop guarda al futuro con grandi progetti e fiducia “nelle magnifiche sorti e progressive” della buona cooperazione. Avanti così.


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