In Italia la normativa sul rapporto di lavoro è una vera giungla ed il costo del lavoro è elevato, non c’è dubbio. Ma, troppo spesso, i protagonisti del settore – nessuno escluso – si creano degli alibi che servono solo a “gestire” gli effetti e non ad affrontare le cause delle criticità che indubbiamente esistono.

In realtà, in tutti i paesi industrializzati troviamo una normativa del lavoro complessa ed articolata; altro, sono alcuni eccessi propri del nostro Paese che sconta soprattutto un problema attinente l’elevata burocratizzazione (procedure amministrative sproporzionate e farraginose), piuttosto che il numero e la complessità delle norme.

rapporto di lavoro
(masterlex.it)

Il costo del lavoro (stipendi lordi+oneri riflessi) è in linea con quello di tutti gli altri Paesi industrializzati i quali, però, in massima parte risultano avere una produttività maggiore della nostra. Non fosse altro che per pragmatismo, quindi, è preferibile avere consapevolezza di tali elementi, invece di ignorarli o sminuirli.  Non tutto è nelle possibilità di aziende e lavoratori, tuttavia iniziare a cambiare alcuni atteggiamenti sbagliati, gioverebbe certamente alla generale gestione aziendale. C’è un fattore che – se non rimosso a priori – rende impossibile anche solo la comprensione della realtà, figurarsi un approccio teso alla possibile soluzione. E’ la tara culturale di ogni soggetto attivo (e passivo) che entra in gioco nel rapporto di lavoro. Quello di abbandonare pregiudizi e comode scorciatoie è, probabilmente, il lavoro più complesso ma, al contempo, il più necessario.

Ecco dunque che, tanto per iniziare con l’autocritica, i professionisti dovrebbe consigliare in base a ciò che realmente è, invece che in base a ciò che i clienti vorrebbero che fosse!  Mistificare la realtà non porta ad altro che a compiere errate valutazioni di merito e di sostanza, prima di tutto per la prosperità delle aziende stesse. E’ invece dovere del professionista acquisire la necessaria preparazione (ed aggiornarla continuamente) in modo che il cliente possa beneficiare di ogni possibile legittima agevolazione, facilitazione o soluzione. La corretta valutazione dell’efficacia del modello di business, poi,  è di fondamentale importanza. Anche i lavoratori sono chiamati, del resto, ad innalzare l’asticella: in termini di qualità del lavoro, limitazione delle assenze, propensione al problem solving, disponibilità alla formazione, alla riqualificazione ove necessaria. Si deve tendere, cioè, alla realizzazione di un processo virtuoso che consenta l’adeguatamente remunerazione di ogni singolo stakeholders.

E’ sicuramente complicato trovare il giusto equilibrio tra le diverse esigenze, in considerazione anche della peculiarità del contesto in devono operare le aziende italiane, ma la capacità di adottare ed offrire nuove modalità di gestione del lavoro, produce endorfine per ognuno degli attori del processo. Chi non prende coscienza di determinante circostanza, rischia di continuare a scambiare gli effetti con le cause.


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