“Nella prima metà degli anni Settanta ci sembrava che tutto fosse possibile: il divorzio, Roma alla sinistra, il PCI al governo e che tutto ci riguardasse: il Cile, i doppi turni a scuola che nessuno delle nostre famiglie frequentava, il canone delle case popolari, la libertà nel mondo. Tutto possibile perché tutto ci riguardava” una frase di Walter Veltroni ripresa dalla prefazione del libro La sera ci vedevamo in sezione. Storia della sezione del PCI di Villa Gordiani di Pino Bongiorno. Quello che dice Veltroni è anche quello che provavo in quegli anni. Erano gli anni ’70 ed ancora minorenne partecipai ad una manifestazione in difesa degli operai della Fiat a Torino. Partimmo da un lontano paese dell’alto Lazio senza chiederci perché andavamo lì ma sapendo che partecipare era utile per noi e per loro, entrambi volevamo più diritti ed avevamo ancora il desiderio di cambiare il mondo.

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Roma anni ’70. (romaierioggi.it)

Avevo 15 anni quando iniziai a frequentare la sezione, erano anni di nero e bianco, della politica senza tattica, erano anni in cui schierarsi per il figlio di un contadino era fin troppo facile. 

La sezione accoglieva tutti e per me è stata una grande palestra di vita. L’impegno politico come impegno sociale, parlare in pubblico e soprattutto sapere quando intervenire in una riunione e cosa era meglio dire. Tutte cose che mi sono portato dentro.

Cosa rimane oggi di quella stagione e cosa rimane a me. A me moltissimo sia per il mio percorso professionale e di vita. Sono rimaste le amicizie, le belle persone, la volontà di cambiare le cose. La prima vacanza fuori dal paesello fu un viaggio a Napoli e Pompei con i compagni della sezione e ricordo come ora le sensazioni, le emozioni ed anche le paure di quei giorni (piazza Garibaldi non era un posticino proprio tranquillo per i turisti in quel periodo).

Cosa rimane nella società italiana di quegli anni? Purtroppo quasi nulla, non riesco a trovare un partito con la stessa volontà di cambiamento. Oggi non c’è più l’ideologia ma non è stata sostituita da uno sguardo lungo che vada oltre la tattica politica. I compagni di allora sono alla perenne ricerca del partito perduto e di quanto erano belli i tempi andati e i dirigenti passati. Attendono al varco ogni dirigente attuale del centrosinistra a cui donare o togliere a piacimento la patente di membro della sinistra. Il risultato è una sinistra conservatrice e statalista poco incline al nuovo e alle riforme destinata, secondo me, alla scomparsa.

Dalla lettura del libro di Pino Bongiorno che vi consiglio sono giunto ad una riflessione: quei giorni sono lontani ma sono anche una pagina bellissima e straordinaria della storia del nostro paese. Sono patrimonio di tutti e spero siano utili ai nostri figli per costruire, oggi, un movimento che provi veramente a migliorare le condizioni di vita nel pianeta senza distruggerlo. In fondo sarebbe importante ritrovare la stessa voglia e volontà che avevamo noi di cambiare le cose. E se questo movimento ci fosse già e Greta ne fosse il leader? Chissà!


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