Sardex, Tibex, CuDriEc: un filo rosso lega le 3 aziende

Sardex, Tibex, CuDriEc, cosa ci lega indissolubilmente?

Quando il Direttore dello Spazio Attivo di Viterbo ci propose d’incontrare i responsabili del circuito “TIBEX”, la nostra innata curiosità a scoprire e sperimentare cose nuove  ci spinse a dire: “OK!”.

CuDriEc era appena costituita come startup innovativa e solo da un mese “incubata” presso lo Spazio Attivo di Viterbo.  Vagamente avevamo sentito parlare di Sardex (il “capostipite” sardo), nessuna conoscenza di Tibex. Era l’occasione per saperne di più. Curiosi, ma anche un po’ scettici, andammo all’incontro.

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CuDriEc: i soci fondatori

La prima cosa che riscontriamo è il feeling, immediato, con i due responsabili venuti da Roma. Giuseppe e Stefano sono preparati, rispondono a tutte le nostre domande. Ci chiariscono ogni dubbio (ed io personalmente ne mostro davvero tanti… chissà cosa avranno pensato!). Le nostre iniziali perplessità lasciano via via il posto alla voglia di approfondire i vari aspetti: legali, amministrativi, tecnici, gestionali, commerciali… Insomma un vero e proprio interrogatorio, che nemmeno il KGB ai tempi d’oro!

Eppure i due tengono botta, con una calma quasi siderale. Anzi cercano di fornire esempi, argomenti concreti. Si calano nella nostra realtà. “Siete una startup, quindi avrete bisogno di fare investimenti. Di acquistare prodotti o servizi. Di liquidità. Ecco, Tibex vi può aiutare in questo modo...” CuDriEc offre servizi di marketing alle aziende (per la precisione inbound marketing).  Sono servizi richiesti all’interno del circuito, per voi potrebbe essere un canale alternativo per trovare partner commerciali”.

Sardex, Tibex, CuDriEc: condivisione di valori

E poi l’aspetto “sociale” del progetto. “Non si può capire davvero Tibex se non ci si appropria dell’idea che il valore del denaro non sta nell’accumulo ma nella circolazione. Se non si rimettono al centro dei rapporti la fiducia e la reciprocità. Chi fa parte del circuito è dentro anche per partecipare a un processo di cambiamento collettivo“. Ancora ricordo la citazione del cofondatore di Sardex (Giuseppe Littera ndr): “Con Sardex è stato creato un modello umano prima ancora che economico“. Ci piace questo approccio, andiamo avanti.

L’incontro finisce con il classico “ci ragioniamo e vi faremo sapere”. Ma per noi di CuDriEc siamo già ben oltre. Lo percepiamo chiaramente. Chissà se la stessa sensazione l’hanno avuta anche i ragazzi Tibex? Con Stefano e Giuseppe si era già stretto un legame personale, ancor prima che professionale. I due erano riusciti in poco meno di due ore a trasmetterci i valori che muovono Tibex. Noi abbiamo cercato di fare altrettanto, rendendoci presto conto che… erano gli stessi! Erano venuti per “venderci” un servizio, ma lo avevano fatto presentandoci altro. Esattamente i concetti su cui si basa la nostra startup: condivisione e partecipazione. Li abbiamo richiamati il giorno dopo, e da lì è iniziata la nostra avventura insieme.

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Sardex, Tibex, CuDriEc

Oggi ricordiamo con piacere e rivendichiamo con orgoglio come CuDriEc sia stata una delle prime aziende del Lazio (sicuramente la prima in provincia di Viterbo), a credere nella bontà del progetto TIBEX ed aderire convintamente al circuito (l’equivalente di Sardex, per la regione Lazio). Condividiamo valori ed insieme sviluppiamo business.

Se vuoi saperne di più, o semplicemente conoscere meglio la nostra esperienza, puoi contattarci tramite mail: info@cudriec.com.

Ma in definitiva cos’è Tibex?

Per capire cos’è il circuito Tibex bisogna anzitutto capire che cosa non è. Non è una moneta virtuale (tipo Bitcoin), non è un’alternativa all’euro. Si tratta invece di un sistema di misura e di scambio di debiti e crediti interno a un circuito di aziende. Il circuito si fonda sul principio che se qualcuno produce beni o servizi con un potenziale mercato, questo è già di per sé un valore. Indipendentemente dalla liquidità. Quindi il circuito può generare ricchezza prima che si materializzi il denaro.

Spieghiamo con un esempio pratico tratto da un articolo del settimanale l’Espresso dedicato al “fenomeno” Sardex:

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“I fratelli Cherchi, formaggiai, hanno un modesto bancone di ottimi prodotti in provincia. Vorrebbero ingrandirsi ma non hanno capitale. Chiedono quindi di entrare nel circuito Sardex. Vengono ammessi dopo che i gestori hanno verificato che i loro prodotti hanno un potenziale di vendita tra le altre aziende del circuito (es.: ristoratori e simili). A quel punto la camera di compensazione del circuito mette a disposizione dei fratelli Cherchi una quantità di crediti Sardex pari a 25 mila euro. Non essendo il Sardex una valuta convertibile, ma un’unità interna al circuito, i formaggiai possono spendere il loro credito di 25 mila Sardex solo dentro il circuito stesso. Cercano e trovano un’azienda che offre loro un banco refrigeratore. Ora possono iniziare a vendere formaggi anche al mercato centrale di Cagliari.

Ne consegue un aumento di fatturato. Parte  avverrà in Sardex, essendo i loro prodotti acquistati anche dai ristoratori interni al circuito. Nel giro di poche settimane i Sardex incassati dai fratelli Cherchi superano i 25 mila di debito inizialmente contratto. Insomma il loro conto Sardex va in positivo. Punto fondamentale del meccanismo: ogni debito-credito è a interessi zero“.

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