Diamo il benvenuto su Moondo a Roberta Zantedeschi!
Ex recruiter, oggi Roberta è una HR Business Writer e formatrice sui temi della comunicazione efficace dedicata al mondo HR ed in particolare ad employer e personal branding, employee advocacy e comunicazione interna. LinkedIn Top Voices 2020 e creatrice di contenuti on line.
Selezioneremo alcuni suoi post, ne faremo delle pillole di discussione per la community di “Pensatori Digitali” di Moondo. Ecco il primo contributo, argomento? Curriculum Vitae e bias cognitivi. Buona lettura!
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Si fa un gran parlare di Blind Recruiting o Blind Hiring, ne stiamo parlando anche nella pagina di Mentor & Faber e io continuo a farmi molte domande. Come questa che segue.
Se il Curriculum in formato europeo eliminasse i bias cognitivi e le discriminazioni tu lo useresti?
Perché se l’obiettivo è garantire il massino dell’oggettività allora è necessario eliminare ogni minima soggettività. Però questo, per me, fa a pugni con un’altra corrente di pensiero altrettanto forte nel mondo del lavoro: quella che siamo persone e non candidati, persone e non dipendenti, persone e non curricula.
Un approccio che peraltro viene reclamato a gran voce proprio da chi cerca lavoro: guardami come persona, non come somma delle mie competenze e lista dei miei titoli.
Sto molto riflettendo su questo tema, che è vasto e complesso, che non si risolve certo in un post.
Mi chiedo se quello che vogliamo è la perfezione di un processo di selezione o la crescita di una cultura umanistica che ammette i bias e impara ad andare oltre sviluppando competenze tipicamente umane.
Ma torniamo alla domanda iniziale: tu useresti il formato europeo?
Io no!