Nuove categorie professionali nell’editoria: criticità e prospettive – AssoBlogger

Alessandro Angelelli, Presidente di AssoBlogger
Alessandro Angelelli, Presidente di AssoBlogger

La comunicazione digitale tra normativa esistente e nuovi bisogni

Riporto il testo ed il video del’intervento che ho tenuto il 04/06/2019 presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, all’interno del programma di incontri sugli “Stati Generali dell’Editoria e dell’Informazione“. La giornata di lavoro era finalizzata ad approfondire le tematiche legate all’emergere delle nuove categorie professionali nell’editoria, le prospettive e le criticità connesse. E’ disponibile il video completo della giornata sul sito del Dipartimento per l’editoria e l’informazione.

NUOVE PROFESSIONI NEL CAMPO DELL’EDITORIA DIGITALE

L’economia digitale apre ad un rivoluzione in quasi tutte le professioni, ma in particolare in tutte quelle attività basate sull’utilizzo e l’analisi dei dati. Il settore dell’editoria e dell’informazione risulta, ad oggi, completamente mutato rispetto a soli 10 anni fa.

Nuove figure professionali si affacciano nel mercato del lavoro, spesso indicate con terminologie di stampo anglosassone che ne rendono ancor più difficile la comprensione delle mansioni. Se solo guardiamo alle richieste di lavoro nel campo dell’editoria troviamo: web writer, web content creator, web content editor, ghost writer e ancora social media manager, social angel, SEO specialist, ecc.

Ognuna di queste figure professionali ha competenze proprie, ma spesso anche skills che si sovrappongono. Uno sembra essere però il filo rosso che le lega tutte: sono tutti professionisti della “comunicazione digitale”.

Quando abbiamo deciso, un anno fa circa, di creare AssoBlogger (prima associazione nazionale a tutela del Blogger e della libera informazione) abbiamo pensato proprio a questa figura trasversale: il “comunicatore digitale” ma, lo capite da soli, il nome non era granchè ;-)… 

Quindi nasce AssoBlogger, dove per noi il Blogger è chiunque comunichi in rete:

  • Blogger:
    • con contenuti testuali
    • con contenuti audio (podcast, aumenta la diffusione di dispositivi come Amazon Echo o Google Home)
  • Vlogger:
    • con contenuti video (Vlogger)
    • con immagini (fotoreporter, instagrammer, ecc.)
  • Influencer:
    • comunica con la sua “fisicità”: è il personaggio stesso che esiste in rete a comunicare (non sempre sovrapponibile al soggetto nel mondo reale). 

Il blogger, nell’accezione più vasta appena specificata, comunica attraverso un proprio Blog, o fornendo contenuti per altri Blog, siti, testate giornalistiche.

PRINCIPALI CRITICITA’ DELL’EDITORIA DIGITALE

  • INQUADRAMENTO PROFESSIONALE
  1. Lavoratore autonomo: La partita IVA si rende obbligatoria nel caso si esercitino attività continuative, come ad esempio: “fare pubblicità sul Blog”. Visto che, almeno all’inizio, questa è una delle poche fonti di reddito certo del blog, spesso al ne viene spesso consigliato di aprire una partita IVA con codice ATECO 73.11.02 “Conduzione di campagne di marketing e altri servizi pubblicitari”. Nel caso in cui il Blogger abbia già le “idee chiare” e voglia invece essere pagato per la produzione di contenuti (es. articolista o copywriter), solitamente si consigliano i codici ATECO 63.99.00 (Altre attività dei servizi d’informazione) o 74.90.99 (Altre attività professionali).
  2. Lavoratore subordinato: difficilmente un blogger all’inizio della sua attività viene assunto con un contratto a tempo determinato/indeterminato.
  3. Collaborazione: implica busta paga, iscrizione a gestione separata INPS, ritenuta d’acconto

3 problematiche connesse:

  1. L’Ordine dei giornalisti per l’iscrizione all’albo dei pubblicisti richiede di: “dimostrare di aver collaborato continuativamente…”
  2. Ogni Ordine Regionale applica criteri diversi: Es. Lazio 80 articoli e 5.000 € in due anni (60 €/articolo) – Molise 70 articoli e 800 € (11 €/articolo).
  3. Differenze nel sistema previdenziale: INPS esente fino a 5.000 € – INPGI assoggetta a contribuzione ogni compenso.

PROPOSTA: armonizzare le varie normative civilistiche/fiscali/tributarie e degli enti previdenziali per chi si occupa di “comunicazione digitale”, anche attraverso la creazione di un codice ATECO dedicato. 

  • FAKE NEWS

L’inquadramento professionale potrebbe essere un serio contrasto al proliferare della Fake News. D’altronde se la partita iva è aperta per “condurre campagne di marketing ed altri servizi pubblicitari” è ovvio che l’obiettivo di “fare traffico” (al posto di “fare informazione”) non può essere criminalizzato…

  • PUBBLICITA’

L’inquadramento professionale delimiterebbe anche l’applicazione della normativa giuridica nel campo della pubblicità, equiparando giornalisti e blogger. I soggetti interessati sono:

  • Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato
  • Autorità Antitrust e Nucleo Speciale Antitrust
  • IAP (Istituto Autodisciplina Pubblicitaria)
  • Ordine dei Giornalisti (ed associazioni di categoria)

La normativa sulla pubblicità (Codice del Consumo e Contratto di Lavoro Nazionale Giornalistico) prevede che “La pubblicità deve essere sempre distinta e distinguibile dall’informazione”. Uniformare la figura del Blogger a quella di giornalista nell’applicazione della normativa pubblicitaria:

  • Garantirebbe il lettore
  • Eliminerebbe la concorrenza “sleale” tra Blog e Testate Giornalistiche
  • Favorirebbe l’emersione del lavoro nero


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